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Le Corbusier
1887-1965
Svizzero di nascita, Charles-Édouard Jeanneret-Gris passò la gioventù in giro per l’Europa, entrando in contatto - tra l'altro - con l’ambiente della Sezession a Vienna e con Gropius e Mies van der Rohe a Berlino. Poco più che trentenne aprì a Parigi il suo leggendario studio di architettura. Oltre che immenso architetto fu urbanista, pittore, scultore e scrittore.
Determinante fu la collaborazione col cugino Pierre Jeanneret e con Charlotte Perriand. Insieme presentarono al Salon d'Automne di Parigi del '29 un rivoluzionario monolocale, con mobili che incarnavano lo spirito modernista. Erano concepiti come strumenti idonei ad equipaggiare gli spazi costruiti per l'uomo moderno, il che spiega perché Le Corbusier amava parlare di "équipement". Dovevano essere utili, dovevano essere espressione stessa della loro funzione. Ecco il nuovo valore proposto dal binomio forma-funzione: l'oggetto, spogliato dell'ornamento, recupera la sua irriducibile intima bellezza, esprimendo la propria natura nell'armonia della nuova forma, semplice ed essenziale. 
La reazione del pubblico fu – prevedibilmente – ostica. Ma la leggenda era solo dietro l’angolo.