Oltre che uno degli architetti più significativi e influenti del XX secolo, Ludwig Mies van der Rohe è considerato il più rigoroso tra i Razionalisti, con i suoi spazi puri, perfettamente geometrici, organizzati su piani liberi da pareti vere e proprie.
Nato ad Aquisgrana, studia e lavora come progettista di mobili a Berlino, entrando in contatto con Gropius e Le Corbusier. Più tardi conosce le opere di Wright, e ne rimane incantato. Apre quindi il suo studio di architettura, si avvicina al movimento De Stijl e al Costruttivismo, e comincia a progettare utilizzando acciaio e vetro, così tanto innovativi per l’epoca.
Vicepresidente del Werkbund, organizzazione culturale di capitale importanza negli anni ’30, è anche direttore del Bauhaus.
Tra i principali progetti europei figurano l’edificio per il Weissenhof di Stoccarda, la Villa Tugendhat a Brno, il padiglione della Germania per l’Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929.
Nel 1937 si trasferisce negli Stati Uniti, dove è direttore della facoltà di architettura dell'Institute of Technology di Chicago e si dedica tra l’altro alla costruzione di grattacieli, studiandone tipologie sempre nuove e funzionali.