Carismatico, elegante, eccentrico, genio autentico, lo statunitense Frank Lloyd Wright ebbe una carriera lunga e pienissima: oltre un migliaio di progetti tra case, uffici, chiese, scuole, biblioteche, ponti, musei oltre che arredi, lampade, oggetti per la tavola, tessuti e arti grafiche.
Punti cardine della sua architettura sono la ricerca della semplicità – al di la di qualsiasi orpello – e il rapporto con la natura, fonte di ispirazione nelle forme e nei materiali. Un’architettura che doveva risolversi in una completa armonia di linee e di spazi, e che venne poi celebrata in tutto il mondo come "architettura organica".
Wright era profondamente legato alla sua terra, al nuovo mondo, a quello spirito pionieristico tutto americano. E per questo non cercò riferimenti nella tradizione architettonica della vecchia Europa, ma nelle forme giapponesi ed orientali, oltre che in quelle indoamericane. E se l’Europa celebrava l’avvento dei materiali industriali, Wright preferiva la naturalità ed autenticità del legno: “per l’uomo – diceva – il legno è universalmente bello. L’uomo ama lo stretto legame che ha con esso, vuole sentirlo sotto la sua mano, gradevole al tatto e all’occhio.”.